Stato mentale e fisico

Lo stato mentale e quello fisico del cavallo non possono essere dissociati. Il dolore fisico blocca lo stato mentale del cavallo, l’assenza di interesse gli impedisce di lavorare bene fisicamente.Sotto stress, lo stato mentale del cavallo non funziona più. Si blocca perché “ascolta la sua paura”, fugge, scappa alla scomodità. Lo stato mentale di un cavallo deve essere calmo e fiducioso per prestarsi al gioco dell’apprendimento.La varietà intrattiene e sviluppa l’interesse mentale del cavallo.La ripetizione eccessiva di un esercizio, che il cavallo esegue sottomesso alla costrizione, non è altro che del condizionamento. La sua sola preoccupazione allora diventa quella di fuggire da questa pressione. Il lavoro imposto in maniera ripetitiva provoca la svogliatezza.Quando si chiedono gli esercizi in modo “meccanico”, il cavallo in risponde di riflesso ma in modo appunto meccanico ai comandi che riceve.L’insegnamento meccanico genera un lavoro di riflesso, senza l’attenzione del cavallo. L’insegnamento che coinvolge la volontà del cavallo è invece permanente e genera piacere e rispetto.



I cavalli con problemi

Le persone hanno dei problemi coi i cavalli, i cavalli hanno delle persone con problemi!  (Ray Hunt)



Precisione e sensibilità

Tutta l’arte del dressage risiede nel modo di educare il cavallo nel rispetto della sua notevole sensibilità.

Una mosca si posa sulla pelle del cavallo e la reazione è immediata. Eppure noi utilizziamo sul povero animale fruste, bastoni, frustini.  (Ray Hunt)

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