GHI 28 MARZO 2002                                                                        TRADUZIONE
L'UOMO CHE SUSSURRA ALLE ORECCHIE DEI CAVALLI
Alessandro Lessio non è Robert Redford. Ma come l'eroe del film culturale, "parla" ai cavalli.
Questo solido italiano insegna la comunicazione naturale ai quattro angoli d'Europa.

Jean-Pierre MATHYS

Non siamo nell'ovest americano, ma in una località della campagna francese, vicino alla frontiera di Ginevra. Alessandro, solido italiano di 35 anni, non ha certo il biondo fiorente dei corn-flakes del bel Robert Redford, ma come l'attore realizzatore, "parla" ai cavalli. Non mormora fortemente al loro orecchio, ma comunica comunque con loro: con dei gesti, della mimica, degli sguardi precisi, dei movimenti della testa, delle braccia, del corpo... Questa soleggiata domenica di marzo, Alessandro ha lasciato il suo quartier generale di Piacenza, una piccola città situata nel nord Italia, su richiesta di un'amica, Sandra Biondo. E' venuto in questo grazioso angolo di campagna vicino a Salève per passare qualche ora con una giumenta di quasi 3 anni, Nyala, addestrata secondo i principi della "comunicazione naturale". Una sorta di formazione continua, in un certo qual modo.
L'uomo ha l'abitudine di spostamenti rapidi: viaggia sovente ai quattro angoli d'Europa e d'Italia, per tenere degli stages su questo metodo completamente differente delle tecniche equestri classiche.

In branco

Alessandro pinza dolcemente il fianco della giumenta, in un punto preciso: lei reagisce immediatamente facendo un semicerchio su se stessa, come egli desiderava. Dopo Nyala trotta intorno a lui, attaccata alla lunghina: ad Alessandro è sufficiente tendere la testa e guardare fissamente il posteriore del cavallo perché la giumenta si arresti subito, mettendosi di fronte a lui. L'esperienza viene ripetuta più volte, con un risultato identico: senza tirare sulla lunghina, con il solo movimento del suo corpo, l'addestatore arriva a
far fermare il cavallo dal suo movimento.
Alessandro inscena allora delle dimostrazioni in totale decontrazione, evocando con passione il suo metodo. Inizia di fronte alla giumenta, la guarda negli occhi, avanza facendo delle smorfie, e l'animale arretra, finché lui non decide di cambiare la sua postura.
Più tardi, Alessandro cavalca questa puledra che non é praticamente mai stata montata, senza morso fra i denti: la fa trottare, galoppare, avanzare di lato, senza il minimo sforzo apparente. E' grazie al lavoro al suolo fatto precedentemente che il cavallo reagisce così bene.

Paura di nulla

Visibilmente, l'animale é in perfetta fiducia, e non teme l'uomo. Neppure quando, in sella, Alessandro fa girare violentemente la frusta o la corda intorno al suo muso, la giumenta non scappa, perfettamente calma, distesa. E quando si mette ad agitare un sacchetto di plastica attaccato alla fine della frusta, tutto intorno alla testa della puledra, lei resta ancora perfettamente serena, come distaccata da questi puerili divertimenti del bipede.
"La comunicazione naturale é essenzialmente basata sull'osservazione del comportamento dei cavalli in branco, e delle madri con i loro puledri", racconta l'italiano. "Gli adepti di questa tecnica hanno per lungo tempo osservato i metodi di comunicazione degli animali tra loro. Personalmente, io non sono un medium! Ciò che é necessario é avere un certo feeling, amare i cavalli e avere voglia di entrare in contatto con loro in questo modo. Ma tutto ciò si
impara..."

Non un robot

Questo metodo é basato sul rispetto totale dell'animale. "Nell'approccio classico, il cavallo obbedisce a degli ordini, un po' come un robot ben programmato. L'approccio della comunicazione naturale è completamente differente, nel senso che l'animale è un partner: la relazione uomo-cavallo non è basata sull'autorità né sulla cieca obbedienza, non c'è niente di coercitivo...", spiega Alessandro.
L'efficacia sembra un appuntamento, poiché Alessandro Lessio, "natural horse trainer", si sposta frequentemente, per dispensare i suoi insegnamenti o per occuparsi di cavalli. Che sia in Italia, in Svizzera, in Portogallo, in Argentina o altrove, cavalieri e altri amanti del cavallo fanno appello a lui. In mezzo a loro alcune stelle del mondo equestre transalpino.
 
Come gli indiani

Contrariamente a ciò che il film "l'Uomo che sussurrava ai cavalli" può lasciar supporre, questo metodo non si applica solo agli animali traumatizzati o caratteriali: é una tecnica globale di insegnamento equestre, utilizzata già da molto tempo nel Nord America. "Là, le persone che sono costantemente in contatto con i cavalli, e lavorano con questi animali durante la loro vita quotidiana, si sono evidentemente interessati a questa tecnica. Gli indiani del Nord America la utilizzano, perché la comunicazione naturale esiste infatti da più tempo... Noi non abbiamo inventato nulla!"

Il guru americano

L'americano Pat Parelli è uno dei guru della "comunicazione naturale", senza dubbio il più conosciuto, e ha formato numerosi istruttori. Degli istruttori dispensano questo metodo un po'
dappertutto, anche se la sua diffusione resta ancora molto confidenziale. Alessandro Lessio è stato anch'egli nel Nord America, in Colorado, dove ha
seguito gli insegnamenti di Parelli e di altri specialisti della comunicazione naturale. "Ho viaggiato negli USA, ma anche in Argentina, e ciò che attualmente pratico è un po' una sintesi di questi diversi metodi in funzione di ciò che ho trovato più interessante", sottolinea il nostro interlocutore.

Cavalcare dei cavalli selvaggi

Degli amici francesi e svizzeri di Alessandro ci dicono ancora che in Sicilia è facilmente entrato in contatto con dei cavalli selvaggi. Due ore dopo, è riuscito a cavalcare questi frizzanti cavalli... E' riuscito anche a fare facilmente salire in un trailer dei cavalli abitualmente molto reticenti a questo genere di esercizio.
Tutto ciò grazie a questo contatto particolare, a questa curiosità, a questo metodo, a questo amore per gli animali, che lo spinge a entrate in contatto con loro utilizzando il corpo come mezzo di comunicazione.

Alessandro Lessio tiene regolarmente degli stages basati sull'apprendimento della comunicazione naturale, nella vicina Francia, per debuttanti o avanzati.
Le travail de l'entraîneur est parfois spectaculaire.
Alessandro Lessio, fervent adepte de la communication naturelle: «Le cheval est un partenaire, pas un robot.»
Alessandro Lessio et Nyala: la communication passe aussi par le regard...
(Photos Bitz/Team Reporter)

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